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Principi educativi e didattici
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Premessa |
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Scritto da Direzione
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martedì 27 settembre 2005 |
L'educazione è l'introduzione alla realtà totale e l'esito di una educazione come introduzione alla realtà totale può essere chiamato 'cultura".
Il Liceo Linguistico Europeo - Paritario - "Maria Immacolata" pone questo concetto a fondamento del proprio progetto educativo, individuando in esso l'essenziale di un "metodo" secondo l'etimo greco di "strada certa e tracciata". Il nostro ideale di "cultura" è lo sviluppo critico e sistematico di "un'esperienza". Quest'ultima non è intesa come un "diventar pratici di tecniche di conoscenza", ma come paragone tra qualcosa che si prova e ciò che una presenza educativa comunica.
In tale direzione questo istituto, nell'umanità e singolarità dei suoi educatori, interpreta l'invito alla ' flessibilità ', flessibilità intesa come capacità e disponibilità di giudizio libero da schemi obbligati e ideologici. Essa è contestualmente:
- possibilità e capacità di rispondere ai bisogni dei ragazzi;
- strumento per il grande scopo della libertà di comunicare a tutti gli allievi un'appassionata esperienza di libertà - significato;
- opportunità per i giovani di affrontare senza pregiudizi le loro esigenze più profonde con la guida di educatori che abbiano rispetto dell'educazione che i loro studenti hanno ricevuto in famiglia, primo e fondamentale soggetto educativo, e per questo parte integrante del percorso di formazione umana e sociale del giovane.
Di conseguenza passo basilare di ogni innovazione è che ogni istituto sia in grado di "autodeterminarsi" e sia lasciato "libero" di valutare da sé, oltre le scelte didattiche, di contenuto e di metodo, le forme stesse dell'organizzazione del lavoro e della scansione del tempo, in rapporto alle necessità dell'insegnamento, all'utilità dell'apprendimento e ai condizionamenti dell'ambiente.
Si deve, in ogni caso, tener conto che modulazioni o articolazioni di un impianto scolastico devono sempre restare strumenti di un'unica "ragione educativa", quella di fare della scuola un luogo privilegiato, nel quale "lo sviluppo di conoscenza, competenza e capacità" sia finalizzato a far crescere in "umanità".
L'educazione è un'esperienza che può avvenire solo in presenza e in forza della libertà. La libertà è il pilastro su cui vuole edificarsi questa scuola, dandosi una ipotesi educativa valida per genitori, insegnanti e studenti.
La scuola cattolica è tale in quanto caratterizzata dal proprio "diritto - dovere" di educare "la persona", dove educare è proporre e richiamare l'idea sul reale come avventura personale e comunitaria insieme.
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PEI: Criteri educativi |
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Scritto da Direzione
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martedì 27 settembre 2005 |
a) Educazione come introduzione alla realtà totale E' la realtà, secondo tutte le sue dimensioni, il tennine di ogni autentica educazione. Essa e all'origine del processo educativo, lo segue in ogni suo passo e ne costituisce il temine finale: all'origine la realtà si presenta come provocazione che attiva l'interesse e le dinamiche della persona; in ogni passo ne costituisce il temine di verifica e alla fine ne rappresenta l'esito come contenuto oggettivo della coscienza. Il compito dell'educatore e dell'insegnante -in generale della scuola - è quello di favorire, sollecitare, "insegnare" questo rapporto con la realtà, senza mai pretendere di sostituirsi ad essa come termine di paragone ultimo. L'adulto diventa così per il giovane colui che ha già mosso i suoi passi nella realtà e che, quindi, è ragionevole seguire affinche un'analoga esperienza possa ripetersi per sé.
b) Ipotesi esplicativa La realtà è conosciuta e posseduta quando ne viene affermato il senso. Esso stabilisce i nessi fra cosa e cosa, fra i vari fenomeni e momenti della realtà, unificando ciò che all'apparenza e nell'immediatezza si presenta diverso e irrelato. Introdurre alla realtà significa, quindi, offrire un'ipotesi esplicativa unitaria che all'individuo in formazione si presenti solida, intensa e sicura. Tale ipotesi deve essere:
- compresa, lealmente assunta e liberamente seguita;
- paragonata all'insieme dei dati disponibili, delle esigenze personali e sociali emergenti, e a possibili altre ipotesi.
- Una proposta da seguire e verificare
Nell'introduzione alla realtà il giovane sviluppa la conoscenza del mondo esterno e della realtà che lui stesso è. Accade così uno sviluppo delle capacità conoscitive, affettive, critiche e relazionali che costituiscono la vita della persona. L 'attenzione alla persona, nella sua singolarità e tipicità, è uno degli elementi fondamentali di ogni autentica educazione. Il processo educativo, infatti, avviene secondo uno sviluppo che valorizza attitudini e capacità di ciascuno, nel rispetto dei tempi personali. Così la conoscenza della realtà -sintomaticamente contraddistinta dall'impegno con essa e dall'interesse, unito alla passione, verso tutto -non solo diviene occasione di una crescita equilibrata e di positivo rapporto con l'ambiente, ma segna anche la strada della consapevolezza di sé, cioè dell'autocoscienza.
Le dimensioni fondamentali di tale crescita sono:
l. La tensione alla conoscenza della verità Il fine di ogni conoscenza è la verità. La tensione a scoprire, riconoscere, accettare la verità, costituisce uno dei caratteri fondamentali di un atteggiamento intellettuale libero e autenticamente umano. La verità è oggetto di conoscenza razionale e di affezione. Essa non può ridursi a idea astratta o a discorso coerentemente logico, ma rappresenta, nel suo insieme, il disvelarsi di come stanno le cose in realtà e interpella, dunque, il rapporto che la singola persona ha con la realtà stessa. L'educazione alla conoscenza della verità, attraverso l'insegnamento scolastico, deve sostenere e favorire la sintesi personale fra i problemi della vita e i risultati del sapere, acquisiti mediante lo studio. Nel suo complesso, la scuola, inoltre, deve rendere esperti i giovani dei diversi metodi di approccio che la realtà, nelle sue molteplici sfaccettature, richiede, e dei diversi linguaggi e strumenti di cui le differenti discipline fanno uso. L'uso saggio e equilibrato delle varie competenze deve condurre ad una corretta valutazione delle interpretazioni a livello scientifico, sia nel rilevare i fattori di consenso, sia nell'evidenziare gli elementi di corrispondenza delle teorie con la realtà dell'oggetto conosciuto.
2. La libertà e la moralità Una proposta autenticamente educativa incontra la libertà dell'altro, sia in quanto sollecita la responsabilità personale sia in quanto accetta differenti modalità di risposta. In questo modo la libertà di ciascuno è rispettato e favorita, nel confronto con gli intendimenti fondamentali della scuola e in vista di una sempre maggiore crescita personale. Se in senso generale la libertà come valore significa adesione all'essere e possesso autentico delle cose, in senso più specifico, in ambito educativo, la libertà si configura come adesione di tutta la persona a ciò che l'intelligenza propone come bene e come inarrestabile camnrino verso la verità delle cose. L'importanza data alla libertà pone al centro della vita scolastica la persona e, quindi la sua moralità, come impegno con la realtà e tensione ci fini in1ravisti -il "meglio" per la propria vita, il "bene" per sé e per gli altri. La moralità è, dunque, l'atteggiamento fondamentale della persona che è implicato e richiesto in ogni momento del processo educativo, sia sul piano conoscitivo -il riconoscimento disinteressato della verità -sia sul piano esistenziale -l'accettazione dell'implicazione delle proprie scelte.
3. Dimensione comunitaria La persona cresce tanto più liberamente quanto più è in grado di sviluppare le dimensioni e i rapporti che la costituiscono. La "comunità" è dimensione della persona, non fenomeno estrinseco e puramente collettivo. In quanto dimensione, la comunità ha importanza per la persona sotto il duplice aspetto conoscitivo e morale. Anzitutto, la vita comunitaria è origine di conoscenza e di cultura, poiche in essa il sapere, che è incontro, dialogo, scoperta delle connessioni fra una cosa e un'altra, può ritrovarsi nella sua concretezza e nella sua tendenziale interezza. In secondo luogo, la vita comunitaria sostiene e rende possibile la moralità come habitus e aiuta la persona a permanere nella posizione di continua domanda, dunque di viva coscienza della realtà.
Occorre infine ricordare che un processo di verifica personale difficilmente avviene al di fuori di un contesto comunitario; nella comunità, infatti, la proposta educativa è attualmente viva e solo da una comunità la persona può essere adeguatamente favorita nell'impegno e nel rischio di una verifica.
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Metodo educativo |
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Scritto da Direzione
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martedì 27 settembre 2005 |
a) Una proposta da verificare La dinamica educativa è simile al destarsi della coscienza, dell'intelligenza e dell'affettività di fronte alla realtà. Tale fenomeno, nella sua origine e nel suo sviluppo, è sempre dovuto all'incontro con una proposta significativa per l'esistenza, sostenuta da persone in grado di spalancare il giovane alla realtà e di dare le ragioni adeguate dei passi che discretamente sono suggeriti. Una proposta educativa implica, anzitutto, l'articolarsi nelle varie forme di insegnamento di un'ipotesi esplicativa coerente e unitaria, in grado di spiegare la realtà e risolvere i problemi emergenti. Tale proposta, concretamente incarnata, costituisce l'elemento di autorevolezza necessario in ogni fenomeno educativo. Se l'accendersi del fenomeno culturale in un giovane è, di norma, dovuto all'incontro con un adulto che comunica una proposta di spiegazione della vita, la scuola, nel suo complesso, deve articolare un'analoga comunicazione nella pluralità delle personalità che la compongono e nella varietà dei suggerimenti e delle suggestioni che offre. In questo senso, il progetto educativo della scuola è essenzialmente legato alla figura dell'adulto o "maestro", che incarna, in modo vivo e consapevole, l'appartenenza alla "tradizione" che si propone ai giovani. In secondo luogo, le materie o discipline trovano la loro più piena giustificazione nel costruire possibilità di incontro consapevole e critico con la "tradizione" e nell'essere, ciascuna secondo il proprio metodo specifico e propri strumenti, via d'accesso alla realtà. Infatti, il valore educativo di ogni singola materia è dato dal grado di apertura verso la realtà intera che -attraverso la specifica conoscenza della materia stessa -sa generare.
b) L'educazione è un'esperienza: "fare con" Educare significa fare un'esperienza insieme. In tale esperienza il coinvolgimento personale, il fare insieme alradulto e agli altri compagni, rapporto originale che ciascuno può attivamente dare al lavoro comune, sono elementi indispensabili. L'esperienza e la competenza dell'adulto, nella condivisione con i più giovani, vengono così comunicate con accento vivo e attuale, che esalta la familiarità con roggetto conosciuto e ne rivela le possibilità di giuilizio sulle vicende e i problemi umani. Il superamento della divisione fra adulto e giovane - ferme restando le specifiche responsabilità - rende rimpegno con la realtà proficuo e costante e spalanca al mondo circostante, senza sterili paure o ingenui entusiasmi. L'ambiente nel quale si vive, che nella società odierna contribuisce in modo determinante alla formazione della mentalità comune, viene così vissuto dall'interno e in modo attivo, superando ogni possibile dualismo e ogni frammentazione. In particolare, il tempo libero diviene occasione di più personale verifica e scoperta di ciò che è stato appreso durante le ore di scuola, dell'insegnamento e nello studio.
c) Condizioni
- Una proposta educativa si presenta sempre come un punto di vista sintetico sulla realtà che, nello svolgersi, testimonia una capacità analitica. Così la sintesi è continuamente messa alla prova rispetto ai dati particolari e ranalisi si svolge, anche con la dovuta imprevedibilità all'interno di un'ipotesi. Questo principio è sottolineato anche dalla precedenza che, nella comunicazione, ha l'elemento sintetico (implicito) rispetto a quello discorsivo (esplicito).
- Il segno e il motivo di un'autentica apertura e l'attenzione al positivo, in qualunque modo esso si presenti e da qualunque parte provenga. Tale valorizzazione, che riguarda sia ciò che si incontra sia ciò che si scopre dentro di sé, costituisce l'ipotesi di partenza più cordiale e concreta per un proficuo sviluppo della personalità e del cammino di apprendimento.
- Il paragone con una proposta educativa richiede un lavoro, ossia implica una disciplina. La disciplina è anzitutto un contesto che vive di regole precise ed essenziali, delle quali si possono in ogni momento e per tutti dare le ragioni, mostrandone la pertinenza al fine da raggiungere. Il primo scopo della disciplina sta nel sollecitare la responsabilità dell'alunno e il suo impegno personale. Senza l'implicazione della persona che vuole essere educata e, dunque, senza rischio della libertà, ogni programma educativo, anche il più giusto e accurato, è destinato a rimanere infruttuoso.
- Nel suo condividere resperienza educativa, l'alunno opera una verifica di ciò che gli è proposto, paragonando tutto con se stesso e trattenendo ciò che meglio corrisponde alla percepita natura del suo essere. La valutazione, in questa prospettiva, ha per oggetto il cammino percorso e la consapevolezza critica acquisita. In particolare, le prove valutative trovano nel "rendersi conto" del guadagno raggiunto il loro significato più vero.
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L'idea di Liceo |
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Scritto da Direzione
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martedì 27 settembre 2005 |
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Il liceo è scuola della formazione pre-universitaria. Ma esso non può offrire un'adeguata preparazione culturale e sociale senza essere innanzitutto ambito di educazione della persona, capace di corrispondere alle domande di quella nuova fase della vita del soggetto discente che è l'età della giovinezza.
Il Liceo Scuola della Ragione Alla naturale apertura della ragione del giovane liceale deve corrispondere l'universalità della proposta culturale ed educativa, capace di introdurre alla realtà totale, al fascino del vero, del bello e del bene, sostenendone la tensione al1a verità e l'energia della libertà nell'aderirvi.
Il Liceo Scuola della Verifica All'istanza critica propria della giovinezza il liceo deve corrispondere come scuola della formazione del giudizio attraverso la verifica di un'ipotesi esplicativa unitaria autorevolmente proposta, favorendone il paragone universale con i dati della realtà, le esigenze dell'io e possibili altre ipotesi.
Il Liceo Scuola dell'Eredità Culturale La verifica si svolge in particolare nella conoscenza dei testi in cui è consegnato il patrimonio culturale. Il testo nasce da una domanda e risponde ad una domanda, è un atto di libertà che impegna la libertà del lettore. La conoscenza critica della tradizione culturale, esperita attraverso le diverse discipline, è obiettivo peculiare di una scuola liceale.
Il Liceo Scuola del Metodo Le discipline della scuola liceale costituiscono, ciascuna secondo il proprio metodo specifico e propri strumenti, vie d'accesso alla realtà: la validità educativa di ogni singola materia è data dal grado di apertura verso la realtà intera che sa generare. L'utilità della formazione liceale sta anche nel fornire i metodi, i linguaggi, le conoscenze di base e specifiche necessarie per una valida prosecuzione degli studi.
Il Liceo Scuola della Comunità Al desiderio di amicizia proprio della giovinezza il liceo deve corrispondere favorendo nelle diverse forme un'esperienza comunitaria, non intesa come fenomeno estrinseco e puramente collettivo, ma come dimensione della persona. La vita comunitaria è origine di conoscenza e cultura, aiuta il giovane a permanere nella posizione di continua domanda e ne sostiene l'impegno conoscitivo e il rischio nella verifica di un'ipotesi autorevole.
L'esperienza di Liceo Il Piano Annuale del presente Progetto dell'Offerta Formativa del Liceo Linguistico Europeo, nasce da una pluriennale esperienza di dibattiti, confronti, incontri e attività volti ad identificare un progetto di scuola come centro educante e formativo, che attua e sviluppa le linee generali di didattica per lo studente conforme al nostro.
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